Charlie Chaplin: il discorso

il grande dittatore, Charlie Chaplin,

Avevo la tv accesa, dopo svariati mesi di inutilizzo, quando ad un tratto iniziò una pubblicità: era in lingua inglese, ma c’erano i sottotitoli, e le parole che scorrevano mi fecero venire la pelle d’oca.

Era il discorso finale tratto dal film “il Grande Dittatore” scritto, diretto, musicato, prodotto e interpretato dal Grande Charlie Chaplin.

Inquadramento storico

Charlie Chaplin crea questa meraviglia alla fine degli anni quaranta, che come sappiamo sono il periodo delle grandi dittature e dei regimi totalitari, che sfociarono, infine, nella seconda guerra mondiale.

Charlie Chaplin Il 12 novembre 1938, dopo la notte dei cristalli,  depositò la prima sceneggiatura del suo film. Il titolo provvisorio era The Dictator e Chaplin vi stava lavorando già da due anni. Nella sceneggiatura troviamo fatti realmente accaduti oggetto di parodia, come la visita di Mussolini in Germania e l’annessione dell’Austria alla Germania. Chaplin era al corrente che la maggior parte dei mercati europei avrebbe rifiutato di distribuire la pellicola, infatti così avvenne. Malgrado ciò fece del “Il Grande Dittatore” la sua pellicola più costosa: ci fu un uso monumentale di comparse, un sonoro di qualità, ricchezza di scene e costumi sgargianti. Si espose al rischio di un fiasco commerciale da due milioni di dollari, ma Chaplin era fortemente motivato a non tacere in quel momento così cruciale della storia dell’umanità.

Ma come possono delle parole scritte più di ottanta anni fa darci tante emozioni?

Ovviamente questo è dovuto alla situazione che stiamo vivendo: tra Coronavirus e quarantene che ci obbligano al distanziamento sociale, le nostre vite in un battito di ciglia sono cambiate repentinamente. Tutte le nostre sicurezze, certezze e libertà, spazzate via per una ragione suprema, la tutela della vita umana.

Ma come mai le sue parole sono rimaste inascoltate? perché la semplicità di queste parole non ha intenerito i cuori di tutti i governanti del mondo? Perché non siamo ancora cambiati?

Nel mondo in cui viviamo regna, purtroppo, ancora troppa avidità ed egoismo: l’uomo vuole dominare sugli altri uomini, l’uomo vuole dominare su tutti gli esseri viventi, l’uomo vuole dominare sulla terra che lo ospita. L’uomo non si accontenta di sopravvivere, come fa ogni specie animale su questo pianeta, vuole accumulare, possedere, dominare. Ma è questo il vero senso delle nostre vite?

Ma di questo passo dove si vuole andare? Ci vantiamo di essere andati sulla luna, ma a che serve se non riusciamo ancora a vivere in armonia sulla terra? Ma torniamo al discorso di Chaplin.

il discorso finale di Chaplin

“Mi dispiace, ma io non voglio fare l’Imperatore: non è il mio mestiere; non voglio governare né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti, se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti. La natura è ricca, è sufficiente per tutti noi; la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato.

L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotti a passo d’oca fra le cose più abbiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà; la scienza ci ha trasformato in cinici; l’avidità ci ha resi duri e cattivi; pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari, ci serve umanità; più che abilità, ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto. L’aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti; la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell’uomo, reclama la fratellanza universale, l’unione dell’umanità.

Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro che mi odono, io dico: non disperate! L’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo e, qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa. Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie. Non vi consegnate a questa gente senza un’anima, uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore. Voi non siete macchine, voi non siete bestie: siete uomini!

Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore, voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l’amore altrui. Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel Vangelo di S. Luca è scritto: “Il Regno di Dio è nel cuore dell’uomo”. Non di un solo uomo o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini. Voi! Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità. Voi, il popolo, avete la forza di fare che la vita sia bella e libera; di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi, in nome della democrazia, usiamo questa forza. Uniamoci tutti!

Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore! Che dia a tutti gli uomini lavoro; ai giovani un futuro; ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse, e mai lo faranno! I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse! Combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere; eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole. Un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati, nel nome della democrazia, siate tutti uniti!

Hannah, puoi sentirmi? Dovunque tu sia, abbi fiducia. Guarda in alto, Hannah! Le nuvole si diradano: comincia a splendere il Sole. Prima o poi usciremo dall’oscurità, verso la luce e vivremo in un mondo nuovo. Un mondo più buono in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio, della loro brutalità. Guarda in alto, Hannah! L’animo umano troverà le sue ali, e finalmente comincerà a volare, a volare sull’arcobaleno verso la luce della speranza, verso il futuro. Il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi. Guarda in alto Hannah, lassù.”

GuadagnoVivo

Spero che le emozioni che ho provato, leggendo le parole di Chaplin, possano emozionare anche voi.

Siamo esseri umani, non dimentichiamolo, siamo una della tante specie che popola la terra, non l’unica e sola.

Dobbiamo vivere in sintonia con tutto e con tutti, l’interdipendenza (tra tutti gli esseri viventi della terra)  ci lega gli uni agli altri in un sottile equilibrio, che purtroppo stiamo rompendo ogni giorno di più, causando delle reazioni che colpiranno, come già sta succedendo, anche noi. Non dimentichiamocelo.

Spero, inoltre, che quello che sta accadendo in questi giorni, dia impulso e speranza per un cambiamento epocale delle nostre esistenze e come scrisse Chaplin: “Prima o poi usciremo dall’oscurità, verso la luce e vivremo in un mondo nuovo.”

E poi non dire che non te l’avevo detto.

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