Correre Naturale

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All’inizio della mia carriera da runner, o comunque dalla fase di nullafacente a praticare un po’ di movimento, ti chiedi spesso se quello che stai facendo è giusto oppure sbagliato. Soprattutto quando arrivano i primi infortuni e non capisci il perché. Ecco che da quel momento scatta la necessità di trovare risposte per non incappare in continui e costanti stop. La risposta? Correre Naturale.

Scorrendo qualche video su youtube ho scoperto Daniele Vecchioni, fondatore di “Correre Naturale”, e da subito mi hanno affascinato due o tre concetti che già sposavo di mio, ma che proposti da uno che era del mestiere, mi davano sicuramente maggiore sicurezza. Mi decisi, quindi, ad acquistare il suo libro.

Chi è Daniele Vecchioni?

Nasce a Civitanova Marche e si laurea in scienze motorie, è un esperto di corsa e movimento (formatosi con i più grandi esperti a livello mondiale), Triatleta, IRONMAN e UltraRunner. Il suo percorso di studio e lavoro l’ha portato a viaggiare e a vivere in tutti e cinque i continenti, confrontandosi con culture e ambienti diversi.

Ma veniamo al libro Correre Naturale

Dal titolo “correre naturale”, ci si potrebbe aspettare un trattato sul barefoot running (correre a piedi nudi), ma non dobbiamo preoccuparci, siamo distanti anni luce da ciò che lo scrittore ci vuole trasmettere.

Si parte con una ricerca di Harvard che ha dimostrato che l’80% di chi corre ogni anno si infortuna.  Quindi, si potrebbe pensare che la corsa fa male oppure il problema risiede sul fatto che si corre male? Questo, diciamo, è solo uno dei problemi.

Come esseri umani abbiamo due forme di locomozione: la camminata e la corsa. E se madre natura ci ha dato la capacità di correre vuol dire che possiamo farlo!!! In fondo gli altri animali, che nuotino o volino, non si infortunano utilizzando la loro forma di locomozione. Giusto?!?!

A sostegno delle sue tesi (del fatto che correre sia naturale per l’uomo), Vecchioni, cita Il prof. Daniel Lieberman, che studia da diversi anni l‘evoluzione dell’essere umano. Un suo studio si concentra sulla correlazione tra l’evoluzione dell’uomo e l’uso della corsa come forma di locomozione. E spiega: Madre natura, non ci ha fornito di artigli o denti aguzzi e non siamo nemmeno una specie veloce, se paragonata agli altri animali. Il nostro punto di forza è la corsa di resistenza. Sono infatti poche le specie che possono competere con l’uomo nelle lunghe distanze, soprattutto sotto il sole.

La corsa, quindi, è naturale, il grosso problema è che noi non lo siamo più. Il progresso ha portato notevoli miglioramenti alla nostra vita, ma dall’altra parte ha atrofizzato il nostro corpo (prendiamo l’auto anche per spostarci pochi metri e passiamo molto tempo seduti) e ci ha fatto diventare degli esseri umani da zoo. E come gli animali tenuti in cattività, una volta immessi nuovamente nel loro habitat naturale, questi, dovranno nuovamente imparare ad essere selvatici.

Quindi anche noi, la corsa, dobbiamo reimpararla.

Vecchioni ci dice che la nostra attuale situazione (esseri umani da zoo) è reversibile, e come?

  •  Imparando il corretto movimento, ripristinando l’abilità di correre;
  • Ristrutturando e recuperando la piena funzionalità del nostro corpo, per fare in modo che ci possa permettere di correre.

Aspetti da allenare: software, hardware e training

Il software è rappresentato dai nostri schemi motori. Tutti da bambini sapevamo correre e lo facevamo benissimo,ora, questa abilità, l’abbiamo perduta. Ma come iniziare? Dobbiamo innanzitutto passare più tempo sulle gambe (stando in piedi e camminando). E poi, seguendo il metodo Correre Naturale, durante la nostra corsa dovremo lavorare sui quattro pilastri: postura, ritmo, relax e appoggio del piede.

Tuttavia, anche imparando la tecnica di corsa perfetta, questa non sarà sufficiente se non abbiamo un corpo in grado di sostenerla. Ecco quindi l’importanza dell’hardware.

L’Hardware è rappresentato da: muscoli, tendini, ossa, legamenti e articolazioni. Che devono essere in grado di sostenerci durante la corsa. Si procederà ad una ristrutturazione delle nostre strutture attraverso:

  • il recupero della mobilità articolare (es. attraverso lo squat naturale);
  • lo sviluppo della forza funzionale ( es. attraverso plank,etc);  
  •  la manutenzione e rinforzo dei nostri piedi (attraverso esercizi mirati). Oggi, infatti, si pensa più a trovare la scarpa miracolosa che risolva tutti i problemi ,piuttosto che allenare e curare il piede che la indosserà.

Perché rinforzare l’hardware?

Perché il confort ed il nostro moderno habitat (che caratterizza un essere vivente, che lo influenza, lo fa crescere o lo distrugge), sommati alla costante posizione seduta, ci stanno rendendo sempre più deboli, sia a livello articolare, perdendo capacità di movimento, sia di forza rendendoci sempre più deboli. Quindi l’unico modo di invertire questo trend è allenare la forza e la mobilità delle articolazioni.

Training, innanzitutto no a tabelle generiche, pensando che si possano adattare a tutti. Siamo tutti essere umani ma con un corpo ed una storia differente (es. se passo la maggior parte della giornata seduto tra, casa, auto e ufficio non avrò di certo la tonicità muscolare di un contadino o di un muratore, lavori questi, che portano a fare molto movimento e a stare diverse ore in piedi). Dovremo quindi personalizzare l’allenamento in base a: sensazioni, necessità, obiettivi.

Ma perché non sappiamo allenarci?

Purtroppo abbiamo perso di vista l’uso del movimento legato alla vita quotidiana e crediamo che poche ore settimanali di allenamento, magari dettati da una tabella, possano risolvere magicamente tutto.

Quindi da dove si parte?

Si parte dal passare meno ore seduti e approfittare di ogni possibilità di fare movimento: preferire le scale all’ascensore, parcheggiare lontano e farsi un po’ di strada a piedi, abbiamo l’imbarazzo della scelta dobbiamo solamente ingegnarci un po’, il mantra è meno seduto più movimento!!!

E ricorda che se stai leggendo questo articolo e sei seduto sei già un campione!!! Sì perché la maggior parte di noi,  è campione olimpico di seduta,in quanto passiamo la maggior parte del tempo in questa posizione.

Ogni sessione di allenamento andrebbe valutata in base alla condizione fisica quotidiana. Il nostro corpo, infatti, avrà necessità differenti in base al livello e le fonti di stress (lavoro, allenamenti, etc)  del giorno precedente. Dovremo, quindi, diventare abili a trovare un equilibrio per far diventare la corsa un momento di piacere e godimento e non un’altra fonte di stress.

L’importanza della respirazione nasale

Altro punto cruciale del metodo Correre Naturale è la respirazione nasale, sia nel quotidiano che nella corsa. Respirando col naso, durante gli allenamenti, avremo un limitatore naturale che ci darà indicazioni sul ritmo e sulla velocità da mantenere, quello che si vuole trasmettere è la capacità di correre a sensazione, lontano da orologi gps e fasce cardio, che danno sicuramente dei dati interessanti ma non sono precisi come il nostro corpo.

Tipologie di corsa proposte dal metodo

Corsa rigenerante, corsa molto leggera con basso impegno e respirazione nasale leggerissima, ricordatevi è lui che comanda.

Corsa aerobica, corsa leggera con respirazione nasale leggera. Questo tipo d corsa dovrebbe rappresentare 80/90% dei nostri allenamenti.

Corsa-camminata, intervalli di corsa  da usare per raggiungere distanze che solo con la corsa non siamo in grado di raggiungere o per riprenderci da qualche acciacco o comunque consigliato  per chi inizia a correre.

Fartlek (gioco di velocità) e Tempo Run, sono delle metodiche allenanti avanzate, che richiedono una respirazione nasale più importante che può sfociare sino ad utilizzare la bocca. Ci si allena arrivando alla velocità che si vorrebbe tenere in gara, limitato ad uno spazio definito, fartlek, o per un minutaggio preciso, Tempo Run.

Correre: una medicina per tutti i mali

La corsa ( il movimento) è una medicina miracolosa, eccone i principali effetti:

  • Diminuisce ed azzera lo stress, tensione e rabbia;
  • Rafforza il sistema immunitario;
  • Fa dimagrire e trovare il peso forma, in quanto potenzia il metabolismo;
  •  Ricostruisce la massa ossea;
  • Evita l’insorgenza di glaucoma, Alzheimer, cancro;
  • Migliora la pressione sanguigna e la salute di cuore e circolazione;
  • Migliora la qualità del sonno;
  • riduce ansia e depressione;
  • Aiuta a mantenere il cervello attivo;
  • Riduce il rischio di demenza senile;
  • Aumenta la fiducia in sé stessi.

Hai letto tutto questo e noi ti sei ancora fiondato fuori di casa a correre?!?

GuadagnoVivo

Personalmente ho trovato il libro “Correre Naturale” illuminante. All’interno troverete ragionamenti ed esercizi semplici sul mondo della corsa, ma caratterizzati da una potenza esplosiva. Iniziare il metodo vorrà dire ripartire con un nuovo paradigma sulla corsa e su tutto ciò che la circonda.

Dovremo imparare a lasciare il nostro ego a casa durante le nostre corse e magari, all’inizio, andremo più piano di come eravamo abituati a correre prima, ma impareremo a goderci ogni singola corsa e a finirla con più energia di prima, lontani da stanchezza e sovrallenamento.  Il metodo “Correre naturale” ci insegnerà una corsa nuova e sostenibile nel lungo periodo, lontana, così, da costanti stop legati agli infortuni.

Dai alzati dalla sedia!!! E ricorda che Correre è Naturale!!! Rivendica l’essere umano che c’è in te..

E non dire che non te l’avevo detto!!!


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