Separarsi dal telefonino

Separarsi dal telefonino, mani che si lasciano separate da un telefonino, coppia di sposi che si separa.

Arrivo alla fermata dell’ autobus, e nella panchina ad aspettare, vedo solo persone con la testa china a guardare il telefonino. Arriva il pullman, salgo, ed all’interno, tante testoline sono già chine sul telefono cellulare. Durante il viaggio passiamo davanti ad un bar che ha i tavolini all’esterno, cosa vedo? coppie che non parlano tra loro ma sono chine a guardare il telefonino, ognuno il suo ovviamente. Cosa ci sta succedendo, in quale mondo parallelo si sta svolgendo la nostra vita? che danni produce questo strumento? Sarebbe bene Separarsi dal telefonino?

Cos’è un telefono cellulare?

Il telefono cellulare, ormai il più diffuso mezzo di comunicazione, è un dispositivo a bassa potenza (0.2-2 W) che riceve e trasmette radiazione elettromagnetica; la potenza effettivamente emessa durante la trasmissione è variabile perché dipende dalla qualità del segnale che riceve.

Il telefono cellulare è pericoloso per la nostra salute?

Nel breve termine, il principale effetto biologico dei campi elettromagnetici a radiofrequenza è il riscaldamento. l’energia elettromagnetica trasportata dalle onde viene assorbita e convertita in calore, causando un innalzamento della temperatura che può interessare l’intero corpo o parte di esso, questo ovviamente dipende dalla modalità di esposizione. Utilizzando il telefono cellulare, l’energia elettromagnetica, viene assorbita dalla pelle e da altri tessuti superficiali e solo una parte minore arriva agli organi interni. Prevalentemente, quando si telefona, le parti interessate sono l’orecchio e la testa e penso che tutti, attraverso la propria esperienza personale, abbiano provato il calore generato da una lunga telefonata e lo schermo del telefono bagnato dal nostro sudore.

Per quanto riguarda gli effetti a lungo termine, sulla base dei dati emersi dallo studio epidemiologico internazionale (denominato progetto INTERPHONE), relativamente all’uso intenso del telefono cellulare, nel 2011 IARC ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde come “possibilmente cancerogeni per l’uomo” (gruppo 2B). In un documento, firmato anche da ricercatori di Cnr, Enea e Arpa Piemonte – si puntualizza che: “alcuni studi riportano notevoli incrementi di rischio per i neuromi acustici e per i gliomi per modeste durate e intensità cumulative d’uso”, con una maggiore probabilità che la malattia si manifesti sullo stesso lato in cui si è registrata l’esposizione più elevata alle radiofrequenze. Ma queste osservazioni «non sono coerenti con l’andamento dei tassi d’incidenza dei tumori cerebrali, i cui numeri non sono cresciuti di pari passo con la diffusione dei cellulari». 

E poi arriva la nomofobia

La nomofobia ( no mobile fobia) è la paura di rimanere disconnessi dalla rete di telefonia mobile. Chi è affetto da questa sindrome cerca il contatto continuo ed esasperato con le apparecchiature tecnologiche (smartphone, tablet, pc), che gli consentono di avere la sensazione di tenere sotto controllo la propria esistenza.  I motivi possono essere diversi: dal senso di sicurezza fornito dall’essere rintracciabili in ogni momento o chi per motivi di lavoro deve essere sempre reperibile.

Il termine trae la sua origine da uno studio fatto dall’ente di ricerca britannico Yougov. Questa ricerca ha evidenziato i seguenti risultati:

  • 6 ragazzi su 10, tra i 18 e i 29 anni, vanno a letto con lo smartphone;
  • Più del 53% degli utenti di telefonia (mobile britannica), tendono a manifestare stati d’ansia quando: perdono il telefonino; rimangono con la batteria scarica; quando sono privi di credito o  con scarsa o nulla copertura di rete mobile;
  • Il 58% degli uomini ed il 48% delle donne soffre di questa fobia
  • Più del 50% dei nomofobi, non spegne mai il telefonino.

E poi arriva la ringxiety

Negli Stati Uniti si chiama ringxiety ed è una sindrome riconosciuta come ansia da smartphone. Il New York Times, nel lontano 2006,  pubblicò in un suo articolo un medico che spiegava come un numero sempre crescente di possessori di telefoni cellulari lo sentisse squillare o ricevere segnali di notifica anche quando in realtà nessuno li cercava. Anche un quotidiano nostrano, come il Corriere della Sera, riporta nelle sue pagine che la ringxiety è ufficialmente una patologia medica: l’ansia da squillo è stata studiata da Daniel Kruger e Jaikob Djerf dell’università del Michigan.

E se lo usano i bambini?

Alberto Villani, presidente della società italiana di pediatria si esprime così:
Far utilizzare eccessivamente apparecchiature elettroniche quali: telefonino, tablet e pc, può  determinare danni sia sul versante psicologico e comportamentale sia dal punto di vista fisico. Lasciare per lungo tempo connessi i nostri figli può infatti causare svariati danni: problemi del comportamento, problemi legati all’apprendimento, riduzione della sfera immaginativa del bambino. Ma i problemi non finiscono qui, ci possono essere anche danni fisici come: problemi legati alla vista, all’udito, al ritmo del sonno, all’eccesso di sedentarietà (collegato all’obesità).

Come dovremmo usare il telefonino?

  • Dovremmo utilizzarlo solo per necessità;
  • Evitare le lunghe telefonate;
  • Quando telefoniamo dovremmo usare sempre le cuffie, meglio se a filo;
  • Telefonare solo quando c’è una buona ricezione, in quanto la potenza emessa dal cellulare aumenta vertiginosamente per cercare di agganciarsi alla rete, ed aumenta la nostra esposizione alle radiazioni.
  • Non telefonare dentro l’auto, sempre per la ragione spiegata sopra, il telefono continuerebbe a cercare il segnale passando da una cellula ad un’altra ed anche in questo caso aumenta la nostra esposizione alle radiazioni.
  • Non tenere il cellulare in contatto con la pelle od in tasca, se telefoni senza auricolari tienilo distante dall’orecchio oppure semplicemente attiva il vivavoce.
  • Quando vai a letto non tenerlo acceso e a ricaricare sul comodino. Spegnilo o lascialo acceso o a caricare in un’altra stanza.
  • Non farlo usare ai bambini !!!!! a parità di potenza emessa dal telefonino, di distanza e tempo di utilizzo, alcuni studi riportano che l’energia elettromagnetica assorbita da alcuni tessuti della testa di un bambino è maggiore di quella corrispondente assorbita dalla testa di un soggetto adulto. Se proprio è una telefonata necessaria fai utilizzare il vivavoce.

GuadagnoVivo

Mi sa che questo telefonino bene bene non faccia. Comodo per urgenze ma attento a non diventarne schiavo, in fondo prima non esisteva e  ti posso garantire che si viveva bene lo stesso. Non passare la tua vita dentro quello schermo, la vera vita è fuori da lì. Diventa un esempio per tuo figlio e dimentica il telefono a casa, ti garantisco che sarà una giornata diversa!!!

Telefono cellulare, sì ma solo per necessità!!!

e poi non dire che non te l’avevo detto.

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